La prima QSL !!
E’ arrivata la prima QSL, richiesta direttamente a 7Z1CQ Abdulhafiz in Arabia Saudita con tanto di green stamps.
Solo poco più di un mese per provare tanta emozione vedendola nella mia cassetta delle lettere.
Il nuovo shack
Più di mille parole vale un immagine:
Sulla destra la torretta formata da: ICOM 718 – ICOM 706MKIIG, LDG Autotuner IT100 (eccezionale), una cuffia senza fili all’infrarosso della Sony), vari portatili Yaesu e sotto al monitor in alto a sinistra una piccola scatolina bianca che il TNC dedicato per l’APRS e a destra il ROS-Wattmetro della Diamond SX200, subito sotto lo scatolotto della SSB per comandare la commutazione delle antenne, a sinistra della tastiera si nota un commutatore di antenna manuale a due vie della Diamond che utilizzo per commutare sull’uscita VHF dell’ICOM 706.
Finalmente …. l’antenna !!!
Dopo tanto penare, chiedere consigli, studiare ho potuto installare sul terrazzo condominiale la mia antenna.
La scelta è caduta su una Windom della Radioworks e precisamente il modello Carolina 80 special, che è la versione accorciata della normale Carolina 80, ovviamente la scelta è stata dettata da motivi di spazio e dal fatto che l’ho trovata in vendita sul forum di Arifidenza.
Il cavo coassiale scelto per la discesa è stato l’AIRCELL 7, perchè ho potuto realizzare una sola calata (per motivi condominiali) e il cavo stesso per poter arrivare al mio shack doveva passare attraverso una proprietà (leggi appartamentino) di proprietà dello stesso condomino, con curve e controcurve.
Il coasssiale scelto è quello che, da uno studio effettuato, presentava le minori perdite per la lunghezza di installazione (ca. 65 metri) e le migliori caratteristiche fisiche per resistere alle varie piegature alle quali è stato sottoposto durante il passaggio sino allo shack.
Quindi i lavori sono iniziati sul terrazzo condominiale partendo dalla scelta del luogo di installazione del sostegno centrale, quindi con l’installazione di una canaletta in PVC che protegge il cavo coassiale durante la discesa sino all’appartamento condominiale.
Quindi abbiamo proseguito canalizzando interamente il percorso del cavo dentro la proprietà del condominio (siamo entrati dal bagno e adesso il mio coassiale passa sopra la doccia dell’inquilina
) ed abbiamo proseguito sino al mio shack ovviamente proteggendo il cavo con una robusta canalina esterna per non lasciarlo all’azione degli agenti atmosferici.
Il palo centrale, di derivazione televisiva, era di ca. 10 metri ma per avere la massima robustezza lo abbiamo esteso solo di ca. 8 metri lasciando quindi abbondanti parti di sicurezza.
L’installazione vera e propria è stata fatta con la preziosa collaborazione di Carlo IK0APA che, ovviamente molto più esperto di me, mi ha ben consigliato per tutta la parte riguardante la tiranteria, attachi, carrucule ecc.
In cima al palo centrale di sostegno abbiamo montato una piccola Diamond X30N, antenna bibanda per 144 e 430, da utilizzarsi per le quattro chiacchere in due metri e passaggio sui ponti o per il traffico APRS, ovviamente senza nessuna difficoltà di taratura essendo pretarata in fabbrica, basat solo stringere bene i bulloni. ![]()
Alla base del sostegno centrale è stata montata, in una zona ben riparata dalle intemperie grazie alla sporgenza del tetto del casottino centrale, una scatola stagna che accoglie un commutatore remoto della SSB tedesca, precisamente il modello ACS 2004, che non ha bisogno di fili supplementari per il suo funzionamento, prelevando i segnali dal cavo coassiale stesso.
Io l’ho trovato estremamente comodo e funzionale, tra l’altro è dotato anche dei relè supplementari necessari all’agganzio ad un PA, risolvendo così le problematiche che talvolta si incontrano agganciando PA non della della stessa marca del nostro ricetrans.
A questo punto abbiamo sollevato la Carolina, agganciato ed intestato i cavi coassiali, messo in tensione i tiranti e via a provare…
E’ arrivato …. Arduino !!
Da diverso tempo stavo cercando un hardware basato su un microprocessore facilmente programmabile e riutilizzabile che potesse introdurmi alla programmazione con relativa facilità.
Attualmente la piattaforma open source più economica, ma allo stesso tempo facilmente espandibile, interfacciabile, con una vasta documentazione facilmente reperibile (e gratuita …. il che non guasta) è il nostrano ARDUINO.
La versione attuale (Arduino Duemilanove) è basata su un microprocessore della ATMEL e propone le seguenti caratteristiche:
- Microprocessore ATmega328
- Voltaggio operativo 5V
- Voltaggio in ingresso (raccomandato) 7-12V
- Voltaggio in ingresso (limiti) 6-20V
- Piedini digitali I/O 14 (di cui 6 utilizzati come outs PWM)
- Piedini di ingresso analogici 6
- corrente DC per i piedini di I/O 40 mA
- corrente DC per il piedino a 3.3V 50 mA
- Memoria Flash 16 KB (di cui 2 KB utilizzati dal bootloader)
- SRAM 1 KB
- EEPROM 512 bytes
- Velocità di Clock 16 MHz
L’hardware è veramente minuscolo, solo 6,5 cm. x 5,5 cm., dispone di un’interfaccia USB per il collegamento al computer di programmazione, può essere alimentato sia dalla stessa porta USB, sia agganciando una fonte di alimentazione esterna a 9/12 Volt.
A bordo oltre alle porte evidenziate nelle caratteristiche troviamo tre led, due per il monitor di programmazione ed uno di controllo agganciato all’uscita n.13, un pulsant di reset e il connettore per la programmazione ISP.
Il software di programmazione, i driver USB e quant’altro necessario alla programmazione può essere liberamente scaricato dal sito ufficiale di ARDUINO.
Segnalo inoltre un software di aiuto allo sviluppo dei progetti basati sulla piattaforma Arduino, che semplifica non poco la prototipazione e la documentazione, ovvero FRITZING, tutto da scoprire aanche per aiutarci nei nostri piccoli progetti di autocostruzione.
Il modo migliore di iniziare con ARDUINO è comprarsene uno (o autocostruirlo, sul sito di arduino trovate tutto il necessario, file eagle per il pcb, schemi elettrici, insomma tutto il necessario per autocostruire un Arduino seriale), caricare il software ed iniziare dagi numerosi esempi, facilmente reperibili sia sul sito ufficiale sia in rete (provate a scrivere Arduino dentro a Google).
Ovviamente ci sono librerie di supporto per interfaccaire quasi tutto, nelle fotografie finali allegati trovate un piccolo esempio di interfacciamento di un classico LCD 16X2.
Il prossimo passo? Adattare Arduino al mondo radioamatoriale, già lo sto programmando in funzione di cwbeacon accoppiato ad un piccolo TX sui 28.322 Mhz, poi il prossimo progetto sarà in funzione di ripetitore dello schermo dello YAESU FT817.
Spesso e volentieri si utilizza una breadboard per provare un circuito, prima di assemblarlo definitivamente.
In effetti questo modo di procedere risparmia parecchie delusioni, non sempre i nostri circuiti o quelli trovati sui vari siti della rete, funzionano, qualche volta hanno bisogno di un piccolo ritocco, un transistor equivalente che vuole una resistenza da ricalcolare e chi più ne ha più ne metta.

Una delle cose di cui più si sente la mancanza è di un efficiente alimentatore, di piccole dimensioni per poter alimentare i circuiti.
Quindi propongo un progetto semplice, figlio del datasheet del noto regolatore 7805, che si costruisce in cinque minuti (pù altri cinque per tagliare un pezzo di basetta millefori).
Non vi dò schemini in quanto i componenti sono solo cinque, un integrato 7805, un elettrolitico da 100 uF, un secondo elettrolitico da 10 uF, un condensatore da 100 nF, una resistenza da 150 Ohm e un diodo led, completa il tutto un terminale a vite da due posti a cui agganciare un alimentatorino in entrata.
Chi volesse utilizzare uno di quei piccolo switching da parete potrà inserire sull’entrata una piccola presina femmina adatta a ricevere il connettore del proprio alimentatore.
















