Archivio per la categoria 'Autocostruzione'
ARDUINO + GPS + APRS parte 1
Da qualche tempo ho rispolverato il mio ARDUINO DUEMILANOVE ed ho deciso di impegnarmi in un paio di progetti.
Per prima cosa voglio assemblare un tracker APRS da montare in motocicletta per tracciare i miei giri.
Dovrà funzionare unitamente ad un palmare da 5 watt, nello specifico uno Yaesu VX150, ma dovrà anche visualizzare le “sentenze” NMEA per controllare sia il funzionamento sia il posizionamento degli altri beacon intorno a me.
Si può fare tutto molto semplicemente con un TinyTRak 3 della Byonics ma volete mettere il divertimento di assemblare e programmare il tutto con le proprie mani ?
Quindi ho iniziato con la lista della spesa:
- Arduino Duemilanove o o il nuovo UNO rev. 3
- GPS
- Modem TNC
- Schermo LCD
- Software
- Cavi, cavini e cavetti
- una Radio Palmare (il mio Yaesu VX150)
L’Arduino l’avevo già in casa, ad ogni buon conto mi sono ordinato un Arduino UNO da impiegare nel montaggio definitivo.
Per il GPS stavo guardando alcuni siti che vendono gli shield GPS per Arduino quando mi sono ricordato di avere in casa un GPS Bluetooth, e precisamente un HOLUX M-1000, con grande stupore ho riscontrato che questo GPS ha un interfaccia seriale RS485 (con livelli TTL 3,3V – 5V) camuffata da Mini USB B, quindi perfettamente compatibile con la seriale di cui Arduino è dotato.
Per il modem TNC mi sono orientato verso uno shield appositamente prodotto dalla Argentdata dotato anche della necessaria libreria per l’implementazione dal lato software.
Anche per lo schermo LCD ho trovato conveniente rivolgermi ad uno shield già preassemblato che porta a bordo un display LCD modello Nokia 6610 già montato su diversi cellulari.
Il software necessario è tutto Open Source, in particolare le due librerie necessarie al GPS trovate sul sito ARDUINIANA e precisamente NewSoftSerial e TinyGPS.
Per cavi cavini e cavetti non ci sono problemi i cassetti ne sono pieni e il palmarino è già in casa.
A questo punto il lavoro ha inizio, alla prossima !!!
Windom o Dipolo ?
Dopo circa due anni di onorato servizio la mia Carolina Windom della Radio Works, modello 80 short, è andata a farsi benedire (letteralmente data la vicinanza del mio QTH con il Vaticano).
Il Front End di tutte le radio, che avevo in stazione, ha iniziato a saturarsi con le trasmissioni in onde medie della RAI e non riuscivo più a fare un QSO, con il QRM che superava i 9+20 (se andava bene).
Una mattina, preso dalla disperazione, chiamo il mio amico Carlo IK0APA e, complice la promessa di una colazione al bar, siamo saliti sul tetto ed agganciato al mio commutatore d’antenna della SSB una piccola antenna per HF portatile, la MP1 della Superantennas, senza neanche tararla per una banda specifica.
Miracolo, la ricezione era silenziosissima, e dopo una veloce taratura ho portato a termine due veloci QSO in 80 metri, ma allora che cosa succedeva?
Era evidente che la Radio Works aveva qualcosa che non andava !!
Per chi non conosce la Carolina dirò che è realizzata con due bracci asimmetrici, da un balun, da un tratto di cavo coassiale di circa 3 metri e passa e da un choke, il tratto verticale dalla casa viene definito “radiatore verticale”.
L’ipotesi più corretta è quella che dopo due anni di intemperie, qualcosa sia penetrato all’interno del balun o del choke (leggasi acqua) oppure i toroidi abbiano subito una bella cottura
.
A questo punto urgeva una soluzione che, se pur non definitiva, mi mettesse in condizioni di fare radio.
Mi sono ricordato che giaceva in un cassetto un balun 1:1 della Diamond, quindi mi somno adoperato subito per fare un bel dipolino, circa 10 mt. per braccio e il balun al centro.
Due isolatori ceramici alle estremità e via subito alla radio per provare.
Non ho fatto tarature particolari ma mi sono fidato dell’accordatore in stazione (malissimo direte voi e sono perfettamente d’accordo) ma era tardi e non mi andava di rimanere sul tetto al calar del sole.
Comunque, accordo bene in 20 metri, in 18, in 21, decentemente sugli 80 metri, sui 24 e sui 28 metri.
Per il momento il dipolo è rimasto montato così, ma attendo un momento favorevole per una taratura più fine.
Questa è un piccolo articolo di presentazione di un diario che ho scritto nel 2007 e pubblicato in un altro mio sito, lo riporto perche può ancora costituire interesse per qualcuno:
Come impiegare 10 giorni a costruire un ricevitore SDR
domenica 25 marzo 2007,
Non avevo mai tenuto un diario e per la prima volta l’ho fatto durante la costruzione di un Softrock Receiver SDR.
Non appena iniziata la costruzione del mio Softrock, ho pensato di tenere un diario che ne documentasse la costruzione.
Non ho voluto il solito manuale con le fotografie e i disegnini dei componenti che fanno tanta scopiazzatura delle riviste d’elettronica.
Ho voluto semplicemente una descrizione del lavoro che guidasse passo passo nella realizzazione di di un Softrock, che descrivesse l’attrezzatura usata e fosse pieno di fotografie per illustrare visivamente il procedere del lavoro.
Il lavoro è stato portato a termine in dieci giorni, utilizzando i ritagli di tempo libero e scrivendo mano a mano sul mio PC, il procedere del lavoro.
Attualmente il Softrock V6 è stato sostituito dal Softrock Lite, dal circuito stampato più piccolo e quadrato, ma sopratutto mono banda.
Ovviamente le note di costruzione possono essere utili anche a chi intraprende la costruzione del Lite.
E’ arrivato …. Arduino !!
Da diverso tempo stavo cercando un hardware basato su un microprocessore facilmente programmabile e riutilizzabile che potesse introdurmi alla programmazione con relativa facilità.
Attualmente la piattaforma open source più economica, ma allo stesso tempo facilmente espandibile, interfacciabile, con una vasta documentazione facilmente reperibile (e gratuita …. il che non guasta) è il nostrano ARDUINO.
La versione attuale (Arduino Duemilanove) è basata su un microprocessore della ATMEL e propone le seguenti caratteristiche:
- Microprocessore ATmega328
- Voltaggio operativo 5V
- Voltaggio in ingresso (raccomandato) 7-12V
- Voltaggio in ingresso (limiti) 6-20V
- Piedini digitali I/O 14 (di cui 6 utilizzati come outs PWM)
- Piedini di ingresso analogici 6
- corrente DC per i piedini di I/O 40 mA
- corrente DC per il piedino a 3.3V 50 mA
- Memoria Flash 16 KB (di cui 2 KB utilizzati dal bootloader)
- SRAM 1 KB
- EEPROM 512 bytes
- Velocità di Clock 16 MHz
L’hardware è veramente minuscolo, solo 6,5 cm. x 5,5 cm., dispone di un’interfaccia USB per il collegamento al computer di programmazione, può essere alimentato sia dalla stessa porta USB, sia agganciando una fonte di alimentazione esterna a 9/12 Volt.
A bordo oltre alle porte evidenziate nelle caratteristiche troviamo tre led, due per il monitor di programmazione ed uno di controllo agganciato all’uscita n.13, un pulsant di reset e il connettore per la programmazione ISP.
Il software di programmazione, i driver USB e quant’altro necessario alla programmazione può essere liberamente scaricato dal sito ufficiale di ARDUINO.
Segnalo inoltre un software di aiuto allo sviluppo dei progetti basati sulla piattaforma Arduino, che semplifica non poco la prototipazione e la documentazione, ovvero FRITZING, tutto da scoprire aanche per aiutarci nei nostri piccoli progetti di autocostruzione.
Il modo migliore di iniziare con ARDUINO è comprarsene uno (o autocostruirlo, sul sito di arduino trovate tutto il necessario, file eagle per il pcb, schemi elettrici, insomma tutto il necessario per autocostruire un Arduino seriale), caricare il software ed iniziare dagi numerosi esempi, facilmente reperibili sia sul sito ufficiale sia in rete (provate a scrivere Arduino dentro a Google).
Ovviamente ci sono librerie di supporto per interfaccaire quasi tutto, nelle fotografie finali allegati trovate un piccolo esempio di interfacciamento di un classico LCD 16X2.
Il prossimo passo? Adattare Arduino al mondo radioamatoriale, già lo sto programmando in funzione di cwbeacon accoppiato ad un piccolo TX sui 28.322 Mhz, poi il prossimo progetto sarà in funzione di ripetitore dello schermo dello YAESU FT817.
Spesso e volentieri si utilizza una breadboard per provare un circuito, prima di assemblarlo definitivamente.
In effetti questo modo di procedere risparmia parecchie delusioni, non sempre i nostri circuiti o quelli trovati sui vari siti della rete, funzionano, qualche volta hanno bisogno di un piccolo ritocco, un transistor equivalente che vuole una resistenza da ricalcolare e chi più ne ha più ne metta.

Una delle cose di cui più si sente la mancanza è di un efficiente alimentatore, di piccole dimensioni per poter alimentare i circuiti.
Quindi propongo un progetto semplice, figlio del datasheet del noto regolatore 7805, che si costruisce in cinque minuti (pù altri cinque per tagliare un pezzo di basetta millefori).
Non vi dò schemini in quanto i componenti sono solo cinque, un integrato 7805, un elettrolitico da 100 uF, un secondo elettrolitico da 10 uF, un condensatore da 100 nF, una resistenza da 150 Ohm e un diodo led, completa il tutto un terminale a vite da due posti a cui agganciare un alimentatorino in entrata.
Chi volesse utilizzare uno di quei piccolo switching da parete potrà inserire sull’entrata una piccola presina femmina adatta a ricevere il connettore del proprio alimentatore.














